Lezione 1 di 5
In Corso

1. Il social media manager in azienda

Jacopo Matteuzzi 8 Luglio 2026

Trascrizione

Ciao a tutti e bentornati a quest'ultimo modulo, oppure questo modulo singolo, dedicato a LinkedIn e a quelle che sono le figure, diciamo, di spicco all'interno di un'azienda che possono sfruttare al massimo quelle che sono le potenzialità di uno strumento come un social network, appunto come LinkedIn. Oggi parliamo di quella che è la figura che dal mio punto di vista è proprio una figura di raccordo, quindi il social media manager. Un po' bistrattato, un po' maltrattato negli ultimi tempi, all'inizio degli anni 2000 era più una figura mitologica, oggi secondo me ha del potenziale inespresso e soprattutto all'interno di una strategia di comunicazione solida dovrebbe essere la figura dal mio punto di vista che si confronta proprio attivamente con quelli che sono magari i rappresentanti volti dell'azienda, quindi magari il direttore, l'amministratore delegato, il CEO eccetera, con quelle che sono le figure che parlano con il personale, quindi responsabile delle risorse umane o con i commerciali, oltre naturalmente che con tutto il team. Perché? Perché come vedremo in questo modulo il ruolo del social media manager è principalmente analitico rispetto a quello che riguarda le performance proprio della presenza sui social media dell'azienda, ma riguarda anche la produzione dei contenuti. che è un po' lo sbilaggiamento che oggi riguarda questo tipo di figura, quindi chi si occupa dei social crea e pubblica contenuti. Tutti gli altri aspetti passano un po' in secondo piano, mentre invece l'intenzione di questo corso, di questa parte di modulo insomma, è proprio quella di darvi una panoramica completa e professionale di tutto quello che possiamo sfruttare a partire da una pagina aziendale, da un profilo personale, sia dal punto di vista della strategia di branding che della strategia di posizionamento e di comunicazione per la nostra azienda, per quella che è la nostra figura professionale all'interno di un ambito, di un team, di una community o comunque di un gruppo di persone che contano su di noi per quanto riguarda poi il racconto di quella che è la nostra esperienza. Quindi per quelli di voi che non mi conoscono, non mi hanno mai vista prima, mi chiamo Enrica Ferrero e sono appunto una specialista di comunicazione digitale che ha trovato la sua nicchia proprio in quello che è il branding personale o aziendale. Lavoro in questo settore praticamente dagli albori, quindi ho raccolto esperienza in settori diversi, ambiti diversi. Non mi dilungo, ma vi faccio presente che l'unico contatto che ho inserito nella mia mini bio è proprio LinkedIn, Quindi potete venire a trovarmi, potete farmi domande ulteriori sia in Academy, sia in piattaforma che privatamente perché è la mia piattaforma di elezione e sempre ho amato questo tipo di social che come vedremo è proprio dedicato ai rapporti tra aziende, professionisti e alla condivisione di esperienze legate proprio a quello che è l'ambito professionale e meno a quelli che sono i passatempi e magari l'intrattenimento che è più soggettivo e che è legato invece ad altre piattaforme social. Di che cosa parliamo oggi? Parliamo di un tema che è trasversale a tutti i moduli di questo corso, quindi LinkedIn per azienda e cominciamo come sempre con una citazione proprio da LinkedIn che sembra una malanità, ma non lo è affatto. Vale a dire che la strategia, soprattutto le altre, all'interno di quella che è un'istituzione, grande o piccola, che utilizza LinkedIn, più sottovalutata riguarda la formazione del personale interno. Perché? Perché istruire e fornire strumenti per la comunicazione all'interno di quello che è l'ambito aziendale può solo beneficiare di miglioramenti, valore aggiunto rispetto a quella che è la presenza e la reputazione dell'azienda stessa. Ci sono stati tanti casi, soprattutto riferiti a questo ambito, quello della comunicazione digitale, di scivoloni compiuti online, perché ormai tutti siamo sotto i riflettori, ma ci sono figure di rappresentanza, quindi proprio i volti dell'azienda, che hanno rilasciato dichiarazioni non proprio gratificanti per se stessi e per l'azienda che rappresentavano e in qualche modo la valanga si è alimentata dal fatto che l'azienda stessa non avesse appunto istruito quelli che sono i vertici, quelle che sono le figure intermedie, quelle che sono i rappresentanti e il volto, le persone che rappresentano l'azienda, nel momento in cui si interfacciano con un pubblico più ampio. Perché? Perché abbiamo parlato in questo lungo percorso di quello che dovrebbe essere il ruolo, ad esempio, del C-level, quindi tutti i livelli C-level, quelli che sono i commerciali, quelli che sono i rappresentanti delle risorse umane e che quindi si interfacciano con il team interno, ma molto spesso con i candidati esterni, il loro ruolo all'interno dell'azienda verso l'esterno è molto spesso trascurato e dal mio punto di vista è in qualche modo in carico a quello che è il social media manager, Perch una figura che coordina e che pubblica e rappresenta l attraverso i social media come vedremo ha per forza di cose bisogno del supporto di tutto il team a livelli diversi Perch Perch intanto i target come sappiamo non sono sempre gli stessi quindi per un C l pu essere un altro interlocutore può essere il consiglio di amministrazione, possono essere degli imprenditori presenti sul territorio. Per un commerciale possono essere possibili clienti, per chi si occupa del reclutamento possono essere nuovi candidati e quindi chi sceglie di entrare a parte del team. Questo naturalmente al di là di tutte le risorse che magari non hanno un ruolo verso l'esterno, ma hanno un ruolo prettamente operativo, ma non per questo non usano i social network e magari utilizzano LinkedIn. Quindi il primo consiglio molto rilevante che ho dato in tutti i moduli di questo percorso è proprio che l'azienda deve essere consapevole di quello che è il peso dei propri dipendenti, del proprio team e dei propri collaboratori perché ne vantaggia l'azienda stessa e quindi cominciamo questo percorso riferito a quella che è la figura del social media manager. Allora il calendario è un po' più fitto rispetto ad altri moduli perché toccheremo di nuovo da un punto di vista differente quelle che sono tematiche che magari abbiamo già affrontato in altre occasioni. Quindi abbiamo già parlato di analisi, quindi guarderemo quelli che sono gli strumenti di analisi nativi oppure di terze parti per quanto riguarda proprio la pagina aziendale, parleremo di quelli che sono gli strumenti di programmazione legati ad un piano editoriale, parleremo ancora una volta di quella che è l'employee advocacy, quindi la rappresentanza, essere degli ambasciatori dell'azienda stessa e questa è una parte dedicata a quello che stavo accennando, quindi ogni dipendente, ogni componente del team può essere rappresentante dell'azienda stessa e quindi è importante avere strumenti che istruiscono e forniscono a persone anche magari meno specializzate di un social media manager per orientarsi all'interno delle diverse piattaforme e che forniscono loro indicazioni su come comportarsi senza troppe rigidità naturalmente, come risolvere questioni magari più spinose, come scegliere magari di orientare una conversazione quando entriamo più nel tecnico, vedremo anche questo. Le buone pratiche per un social media manager che rappresenta un'azienda o che rappresenta se stesso e poi naturalmente degli esempi pratici. Per cui cominciamo con quelli che sono gli aspetti di gestione. Allora come in altri momenti di questo percorso la mia intenzione è quella di rivolgermi a figure già esperte. quello che ho imparato però in questi anni di professione è che capita proprio per la natura stessa di social network e del mercato del lavoro presente che una competenza magari molto verticale su social media o rispetto ad una professione come quella del manager o del comunicatore in qualche modo esauriscano tutta una parte, ma magari non vadano appieno a comprendere quello che è lo scenario più generale. Quindi mi sono presa la libertà di affrontare tematiche che magari vi sono note e che potete schippare andando al capitolo successivo. La panoramica sarà generale, non è detto che tutti i temi vi siano sconosciuti, mi auguro assolutamente di no, però magari qualche consiglio utile mi piacerebbe poter velo lasciare, per cui ci sono tematiche più semplici, più accademiche e altre che invece scendono più nel dettaglio di quello che è il tema che tratteremo oggi. Quindi, gestione della pagina LinkedIn aziendale. Allora, tema mai abbastanza affrontato e ribadito con professionisti di età diversa e esperienza diversa, vale a dire una pagina aziendale che sia di LinkedIn o che sia su un'altra piattaforma social è una vetrina senz'altro, ma ci serve rispetto a quella che è una strategia più ampia. Quindi ci serve come azienda, ci serve come professionisti per che cosa? Per presentare i nostri prodotti, per discutere la nostra offerta, per confrontarci con il nostro target, per costruire il nostro target o per contrastare quelli che sono magari i nostri concorrenti. Quindi il primo consiglio che mi sento di darvi è di avere ben chiari questi obiettivi. È molto importante all'interno di una strategia di social media management che questi obiettivi vengano discussi a livello generale, per cui il professionista che si occupa di questa parte dovrebbe avere un'idea rispetto a quelle che sono le tattiche migliori per applicare una strategia. La strategia, secondo la mia esperienza, andrebbe condivisa sia con chi è meno esperto dal punto di vista tecnico, sia con chi è in grado di produrre dei contenuti a supporto di un piano editoriale. Quindi chi svolge mansioni tecniche all'interno dell'azienda e chi rappresenta l'azienda, perché come vedremo ci sono una varietà di contenuti che possono rendere più ricca e interessante la pagina aziendale, che ripeto è una vetrina ma per vendere, per obiettivi di business, ma a livelli diversi del funnel. Quindi ribadisco è importante monitorare l'andamento di quella che è la pubblicazione dei contenuti e avere degli spunti utili da parte del team interno che dovrebbe sempre essere coinvolto perché il valore di una piattaforma come LinkedIn sta proprio nelle persone che lavorano per l'azienda. Per cui vi fosse magari sfuggito che in piattaforma Studio Samu Pro sono presenti altri percorsi io ve li segnalo magari non tanto per voi che siete social media manager e che avete sicuramente esperienza rispetto a questi temi, ma se la vostra azienda ha un abbonamento in Academy, ho registrato diverse tematiche sempre verdi che riguardano proprio l'utilizzo di LinkedIn in azienda e quelle che sono le basi e le strategie più avanzate del personal branding. Quindi vi segnalo che questi corsi sono già presenti sulla piattaforma e che possono essere fruiti con, diciamo, un teore comunque contenuto rispetto a quelle che sono figure meno addentro alla strategia come potrebbero essere i professionisti che invece stanno seguendo proprio questo modulo in particolare. Questi sono i link, oltre naturalmente a quella che è l'anteprima che avete visto poco fa e vi anticipo che questi moduli, se non li avete mai visti, riguardano quella che è una strategia più generale. Quindi sono temi sempre verdi che possono arricchire comunque quello che è un percorso anche di un professionista già affermato. Io personalmente ciclicamente seguo percorsi che in qualche modo si discostano un po' da quella che è la mia specializzazione perché amo essere informata rispetto a quello che è lo scenario generale del digital. Quindi se vi interessa la tematica o se ritenete che possa essere utile ai vostri colleghi che non ne masticano tanto di LinkedIn, trovate questi contenuti in piattaforma. In particolare ci sono diversi altri corsi che ho registrato personalmente che toccano anche altre tematiche. Quindi abbiamo già parlato di obiettivi, tra questi corsi troverete anche quelli che parlano esplicitamente di KPI e di obiettivi per il personal branding che però sono applicabili anche al corporate branding e a quelle che sono appunto le strategie più adatte per attivare e coltivare talenti in azienda. Ne ho parlato in maniera più aggiornata e diffusa nel modulo dedicato ai responsabili delle risorse umane, però lo segnalo anche a voi perché potrebbe essere interessante rispetto ai diversi ruoli ricoperti in azienda. Ripeto, dal mio punto di vista il social media manager è il responsabile del coordinamento della comunicazione all'interno dell'azienda, quindi ritengo importante che sia informato delle opportunità che ci sono per poi discuterne magari con il responsabile della formazione interna, del responsabile del personale, piuttosto che con i vertici che si occupano poi di allocare quelle che sono le diverse ore all'interno del team e delle diverse risorse umane. destinate ad una specifica professione. Aggiungo che rispetto a quello che è lo scenario di analytics, quindi parlavamo di dati all'inizio di questa sezione, mai abbastanza citati i dati di analisi. Perché? Perché i social sono sì uno strumento di comunicazione e di business. Molto spesso, troppo spesso, spesso in qualche modo ricadono per volontà della dirigenza oppure del team dedicato alla comunicazione in una sorta di strategia di autoincensamento, cioè facciamo social per vanity metrics, quindi quanti like, quanti follower, che tipo di interazione, quante visualizzazioni e tutto quanto. Allora, al di là di quelli che sono gli obiettivi poi di una campagna o di una strategia di comunicazione, è importante ribadire che LinkedIn oggi, nel momento in cui registriamo lo strumento, lo ha sempre avuto, ha uno strumento di analisi nativo. Dico oggi perché quello che è successo nel corso del tempo durante la crescita di questo social media, gli strumenti di analisi, li vedremo entrambi, si sono spostati dalla sola pagina aziendale anche al profilo personale. Quindi vedremo come è possibile oggi analizzare e scaricare dati rispetto all'offerta di una pagina personale piuttosto che di una pagina aziendale e rispetto a quelli che sono poi i risultati ottenuti in uno scenario più generale. L'elemento più rilevante dal punto di vista di uno strumento di analisi all'interno di una strategia di comunicazione, anche questo non lo ribadirò mai a sufficienza, è segmentare il pubblico, cioè definire quello che è il target o più propriamente i target a cui ci rivolgiamo come azienda, come professionisti e soprattutto attraverso il nostro piano di comunicazione. Perché? Perché i pubblici, come dicevo prima, possono essere differenti a seconda della persona che sta comunicando. Oltretutto, trattando questo corso di LinkedIn aziendale, è piuttosto probabile che la nostra azienda, seppure offrendo prodotti, servizi e diverse magari tipologie di consulenza o supporto, non si rivolga ad un solo tipo di target, ma target diversi. Intesi come presenti su aree geografiche diverse, con esigenze diverse, con età diverse e con desideri diversi. Quindi senza allargare troppo il ventaglio di quello che è poi la creazione di buyer persona specifiche per la creazione di un piano di comunicazione e marketing, però è importante sapere all'inizio di qualsiasi tipo di strategia di comunicazione che i target sono differenti. e quindi questo importante e deve essere tenuto presente nel momento in cui andiamo a scegliere i formati attraverso i quali creiamo i nostri contenuti e il linguaggio che utilizziamo nel momento in cui ci andiamo a rivolgere ad un target particolare Al di l di quello che abbiamo caricato in piattaforma quindi parlando di formazione rivolta al personale, se l'obiezione dovesse essere non c'è tempo da dedicare a seguire un corso che dura anche diverse ore, io vi ricordo che studio Samo ha anche un blog, un blog accessibile indipendentemente dalla piattaforma di Academy, dove sono presenti contenuti scritti che banalmente possono essere fruiti molto più in fretta e che comunque vi danno una base semplice e che toccano temi comunque rilevanti all'interno di una strategia come questa. Io vi segnalo che lo stesso tema che ho trattato nel corso l'ho anche affrontato in un articolo e altri collaboratori di Studio Samo hanno toccato proprio il tema LinkedIn sotto diversi aspetti. Quindi se io ho toccato appunto il tema della comunicazione, c'è chi ha parlato oltre a me di personal branding e di LinkedIn Analytics. Quindi il mio consiglio è, al di là di questo corso, al di là di quelli che sono già presenti, sulla base delle esigenze di quello che il team aziendale è steso, valutare se magari questi link possono essere condivisi, possono essere utili a quella che è la strategia aziendale interna. Ora nel mio articolo, così come nel mio corso, trattavo queste tematiche. Definire una social media policy e coinvolgere e valorizzare i team aziendali. Allora sul valorizzare e coinvolgere i team aziendali vi ho già spoilerato qualcosa. Quindi, a seconda del ruolo in azienda, ciascun membro del team può produrre o rilasciare contenuti utili al posizionamento dell'azienda all'interno del mercato e del social media. Prima ancora però della produzione di contenuti è di importanza elevatissima e purtroppo molto poco diffusa, salvo poi trovarsi situazioni spiacevoli in cui ahimè questo documento servirebbe ma non c'è, e definire la policy sui social media. Nel corso dedicato alle buone pratiche su LinkedIn avevo portato una serie di esempi concreti legati ad aziende che si prestano più facilmente ad altre rispetto a quelle che sono magari situazioni di conflitto online e offline, tra tutte vi cito McDonald's. Loro sono, erano tra i pochi che avevano online la policy aziendale. Allora tenete presente, dedico un po' di tempo a questo tema perché lo considero molto importante. La policy aziendale è un documento interno all'azienda, è rivolto al team interno verso l'esterno. Quindi il fatto che diverse aziende, come per esempio Intesa San Paolo, lo rendano pubblico è una forma di attenzione nei confronti del proprio target. Non deve essere uguale a quello dedicato al personale interno perché ha funzioni diverse. Il fatto che alcune aziende rendano pubblica la propria policy non è un esporsi in qualche modo ad un rischio, ma al contrario. Cioè il fatto di essere consapevoli che esiste un pubblico, esiste un target, poi qui dipende sempre se la vostra azienda o il vostro cliente ha o meno rapporti diretti con il pubblico. C'è un pubblico che si esprime, indipendentemente dal fatto che noi lo vogliamo oppure no, si esprime rispetto a quelli che sono i nostri prodotti, i servizi e quant'altro, si esprime rispetto alla nostra immagine, al nostro modo di comunicare, al nostro logo, alla nostra immagine visiva e quant'altro. Quindi, indipendentemente dal fatto che questa policy aziendale esista e orienti le scelte sulla moderazione dei commenti, per esempio, oppure no, è molto importante perché, come spesso mi è capitato di ripetere durante questi moduli, la comunicazione e il chiacchiericcio del pubblico vanno avanti indipendentemente dal fatto che la nostra azienda decida di ascoltarli oppure no. Quindi, che cos'è una social media policy? Non è altro che un documento interno che va aggiornato con una certa frequenza, frequenza di buon senso, legata a che cosa? Al fatto che ci sono buone pratiche e cattive pratiche da mettere in atto rispetto all'utilizzo dei social media, al fatto che alcune figure rappresentano di fatto l'azienda e che alcune hanno proprio il compito di gestire quello che è il rapporto con il pubblico esterno. Quindi per chi di voi fa il social media manager, quindi si occupa proprio magari appunto della moderazione dei commenti, questo è uno strumento utile da concordare e da scrivere perché nel momento in cui arriva un commento negativo o arriva un botto, non ce ne accorgiamo subito, questo succede anche nel momento in cui facciamo campagne pubblicitarie che aumentano l'esposizione dei nostri contenuti, arrivano una serie di utenti e questo succede per fortuna, significa che il nostro brand e la nostra azienda è attenzionato dal pubblico, che poi in fondo è quello che vogliamo, certo, a volte mi capita di sentire che noi vogliamo il pubblico, ma non vogliamo i commenti negativi, Ahimè, commenti negativi sono sinonimo del fatto che il brand ha ricevuto attenzione e bisogna sapere come moderarli. Ignorarli è la cosa peggiore che possiamo fare e quindi è molto importante che l'azienda nel suo insieme si attrezzi per gestire la crisi. Quindi avere un documento che racconta come ci si interfaccia con il pubblico interno, esterno, social piuttosto che no, è un segno di attenzione nei confronti del personale interno e anche del pubblico là fuori. Quindi torneremo a parlare di questo tema nel corso della registrazione, però ci tenevo a fare questo appunto fin da subito.

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