Trascrizione
Ciao a tutti e bentornati a questo nuovo modulo dedicato a LinkedIn, in particolare alle figure professionali di rilievo all'interno di quella che è una corporate, un'azienda anche piccola ma che comunque ricopre un ruolo di rilevanza e quindi abbiamo scelto di dedicare proprio nello specifico il percorso a LinkedIn e ai ruoli, tutti i ruoli che rientrano nel livello C. Quindi sono una quantità, una varietà, sono tutte quelle figure di rilevanza che sono a capo di un team, quindi capo progetto, capo produzione, capo comunicazione, responsabile del marketing, responsabile della SEO. adesso non mi dilungo veramente perché ce ne sono almeno una ventina di cosiddetti C-level. Io mi rivolgerò sostanzialmente a quelli che sono imprenditori, professionisti, manager. Quando uso questo tipo di definizione mi sto riferendo a queste categorie professionali. Se vi dovesse piacere o vi dovesse interessare più nel dettaglio una figura specifica, Vi chiedo di farcelo sapere in modo tale da orientare quelle che saranno le nostre prossime registrazioni. Allora, per chi non mi ha mai visto, non mi ha mai incontrata, io sono Erika Ferrero e sono una consulente di personal branding. Mi occupo sia di branding aziendale che di branding personale e ho lavorato con diverse tipologie di aziende in ambiti anche molto distanti e molto diversi, sia geograficamente che merceologicamente, quindi in questi oltre dieci anni di attività posso dire di aver raccolto esperienze anche di tipo diverso. In senso positivo, in casi di crisi, in casi di gestione di crisi e che cosa ho imparato? Ho imparato che avere delle linee guida, avere qualcuno che ti prenda per mano e che ti dica ok possiamo affrontarlo e lo possiamo fare in questo modo, pensandoci prima è sempre una buona tattica, una buona strategia. Quindi oggi parleremo in qualche modo di quello che è il ruolo dei volti degli ambasciatori, dei rappresentanti di un'azienda all'interno dell'ecosistema di LinkedIn, quali sono le migliori pratiche da mettere in atto e nel caso in cui si presenti qualche problema, quali sono le strade migliori da percorrere per risolvere quel tipo di problema. Quindi se vi è capitato di vedere altri format dedicati a questa piattaforma sapete già ricorderete che ci tengo sempre a precisare che l'errore più diffuso nelle aziende rispetto a una piattaforma come LinkedIn è quella di non investire in formazione. Perché? Perché quelli che sono i profili personali dei dipendenti hanno un potenziale che comunque sommato nel loro insieme supera quella che è la forza di una pagina aziendale. LinkedIn è ancora uno di quei social media che privilegia l'esposizione dei contenuti personali rispetto a quelli che sono in contenuti aziendali, a meno che questi ultimi siano ovviamente sponsorizzati o a pagamento. Quindi considerato il fatto che LinkedIn è una piattaforma nata esclusivamente per le relazioni professionali, il B2B, la creazione di contenuti, la formazione del personale e la piattaforma corretta, abbiamo parlato già in diverse altre occasioni, per consolidare quello che è il brand della nostra azienda e coinvolgere i dipendenti che sono disposti a farlo e a ricoprire un ruolo di ambasciatori, in questo caso specifico parliamo di quelli che in qualche modo sono al vertice, di una piramide più o meno strutturata all'interno magari di una gerarchia ben definita. Quindi tutte quelle che sono quelle persone che hanno la possibilità, l'opportunità di esporsi e di parlare a nome dell'azienda possono mettere in atto una serie di pratiche, di buone pratiche che valorizzano sia il proprio ruolo all'interno dell'azienda sia le proprie capacità professionali e di divulgazione rispetto a quello che è l'universo più grande legato al mondo del lavoro. Per cui parleremo proprio di questo, qualche spunto di personal branding legato a questo tipo di figure e la questione è legata alla visibilità e alla reputazione aziendale, perché quando c'è un ambasciatore, quando c'è un manager, un responsabile di area che rilascia un'intervista, che firma un documento, che partecipa ad una premiazione o che sale su un palco a nome di un'azienda, allora lì si parla anche di visibilità e di reputazione aziendale, non solo più del brand del singolo individuo. Quindi buone pratiche legate a questa categoria professionale e naturalmente tutta una serie di esempi pratici per capire nel concreto quello che vi sto raccontando. Quindi questo è LinkedIn, anche per i più disattenti vi sarà capitato di vedere questo logo, LinkedIn, quindi una rete di connessioni. LinkedIn nasce proprio con questa finalità, quella di connettere le aziende con i professionisti, i professionisti con altri professionisti Un universo circoscritto che a differenza di altri social network proprio focalizzato su quelli che sono i rapporti professionali Quindi scendiamo pi nel dettaglio e cominciamo con il parlare di personal branding legato a questa piattaforma e legata a questa categoria professionale Quindi sappiamo tutti, tutti perlomeno, coloro che hanno tentato di fare comunicazione sui social media che il personal branding è inevitabile. vale a dire quando qualcuno si ricorda di noi o sa che cosa facciamo, che cosa offriamo, qual è il nostro core business allora c'è un brand, un brand legato alla persona, quella persona fa quella cosa quel professionista lo chiamo per quel tipo di servizio, si sta creando qualcosa che noi chiamiamo branding quindi una strategia mirata proprio a differenziare quelle che sono le caratteristiche di un professionista da un altro per non competere al ribasso, al prezzo più basso. Una delle massime, diciamo, che mi piace ripetere spesso è che con il personal branding uno non compete più in un mercato sovraffollato in cui vince quello che costa di meno. Se uno ha un brand forte che è costruito nel tempo, inevitabilmente nel tempo, può permettersi di fare quello che altri non possono fare. Vediamo di che cosa si tratta un po' più nel dettaglio. Allora, il personal branding è proprio legato alla persona inteso come marca. Sapete che in italiano, ne abbiamo parlato in più occasioni, c'è questa distinzione che non esiste nelle lingue invece anglofone. Quindi non c'è differenza in inglese tra il concetto di brand inteso come marca e marchio, mentre invece in italiano ce l'abbiamo. Quindi noi differenziamo l'idea di marchio come marchionome apposto su un prodotto al concetto di marca. Quello di cui stiamo parlando è il concetto di marca, quindi stiamo parlando di branding, quindi di un'esperienza diversa per ciascun individuo, diversa per ciascun cliente, legato a quello che è il nostro business. Quindi noi come azienda offriamo servizi e prodotti. L'esperienza di ciascun utente, di ciascuno dei nostri clienti è differente perché cambiano tante variabili. Cambia il contesto, cambia il momento, cambia il prodotto e quello che ci auspichiamo sempre è che l'esperienza sia positiva, il più positiva possibile. Quando ci sono criticità o problemi di qualche natura è importante essere preparati per affrontare quel tipo di crisi reputazionale. In tutto questo il ruolo dei C-level, quindi degli amministratori, dei consiglieri, dei rappresentanti dell'azienda a diversi livelli insomma, però sempre con un ruolo legato a quello che è un brand sì personale ma vincolato all'azienda. Quindi immaginate Marchionne, immaginate che cosa rappresenta. Immaginate Steve Jobs, immaginate quale azienda rappresenta. Immaginate Bill Gates, immaginate quale azienda rappresenta. Quindi la persona è un volto dell'azienda, quindi ha una doppia responsabilità in questo caso. Abbiamo già parlato in altra sede di ruolo come ambasciatore, ambasciatore della propria azienda. Ora, l'aspetto più critico quando si tratta di fare una consulenza ad altri professionisti di alto livello è la resistenza. Cioè, ci sono molte aziende, molti professionisti, molti imprenditori che sono perfettamente consapevoli della necessità di avere un brand forte, personale e per la propria azienda. Qual è il problema? Il problema è che percepiscono, sentono di non amare i social network, non amare l'esposizione, non amare internet. Altri sì, altri lo fanno in maniera proprio anche più spudurata. Ma parliamo invece di tutti quei professionisti che hanno un ruolo nel rappresentare la propria azienda, ma sentono una resistenza, un'avversione per il social media, il media digitale, ma anche il media tradizionale, cioè non vogliono metterci la faccia. Non perché non hanno fiducia nella propria azienda, ma perché a livello personale non si sentono a proprio agio. Quindi io vi posso dire per esperienza che questo tipo di limitazione che ci auto imponiamo tocca tutte le categorie professionali, dagli alti vertici a quelli più bassi. Tutti i settori, tutte le aziende di media, piccola dimensione è un problema, è una situazione che possiamo condividere davvero a diversi livelli. Io devo essere onesta, ho una resistenza rispetto a quelli che sono i social media che prevedono la registrazione di un video. È vero, sono davanti a una telecamera in questo momento, però l'approccio per quanto mi riguarda, per spiegarvi quanto poi è concreto questo tipo di obiezione, Quando si tratta per me di parlare ad un monitor e a parlare con persone che stanno dall'altra parte di un monitor orizzontale, solido, posizionato all'interno di un computer, io mi sento a mio agio. Quando si tratta di prendere in mano un cellulare fare un video fare un reel fare qualcosa che di fatto non mai spontaneo perch se viene bene stato progettato a monte io con lo strumento media cellulare mi trovo meno a mio agio. Quindi è veramente sempre una questione molto personale ed è un aspetto che va valutato con molta attenzione quando si fa un percorso di questo tipo. Quindi quando si parla di personal branding che si affida a un professionista, come posso essere io come possono essere altri che operano nello stesso settore, il consiglio è sempre di confrontarsi, quindi comprendere il perché, quali sono i canali privilegiati, che cos'è che ci fa sentire più a nostro agio e poi fare magari un percorso a step. Mi è capitato per esempio di lavorare nell'ambito della giurisprudenza con bravissimi professionisti che si occupano di debiti, ricalcolo del debito, restituzione del debito, quindi una materia complessa con un pubblico molto eterogeneo. Professionisti di altissimo valore per quanto riguarda il contenuto della consulenza che offrono e una resistenza fortissima al mettersi in prima persona davanti ad un media che presupponga il fatto di metterci la faccia. Questo perché a volte entrano in gioco anche le categorie professionali, quindi questo lo dico per esperienza diretta. Ci sono proprio categorie professionali che non se la sentono di esporsi ad una platea, magari di clienti sì, di pazienti, di potenziali acquirenti, ma l'idea di avere altri professionisti che svolgono la stessa professione, che possono giudicarti, quello crea una resistenza molto forte. In quei casi si tratta di valutare qual è la strada migliore, quindi se rientrate in questa categoria specifica sappiate che non per forza dovete registrare un video, non per forza dovete farvi fotografare ad un evento, ma potete firmare magari un articolo di settore molto approfondito che dimostra quelle che sono le vostre competenze. Oppure potete commentare in maniera propositiva quello che scrivono altri professionisti che stimate, reagire a quelli che sono i loro contenuti presenti online e questo è parte di un percorso che senz'altro rafforza poi l'esperienza da vivere all'interno di internet, all'interno dello spazio digitale per creare una reputazione online per noi stessi e per l'azienda con cui collaboriamo. soprattutto appunto se rappresentiamo quell'azienda, se siamo i fondatori di quell'azienda. Altro caso reale, una delle obiezioni che mi capita di sentire è che dipenderà l'età, quindi chi è un po' più maturo si sente a disagio, chi invece è più giovane e rientra magari nella categoria dei 2000, no, non ha nessun problema, va come un treno, fa tutte le cose giuste, non è così, non è così perché dipende sempre dalle persone, quindi ogni caso è un caso a parte, poi ci sono senz'altro statistiche che avvalorano o al contrario invece ci offrono un'interpretazione diversa di quelle che sono le diverse generazioni e i loro rapporti con i social media, quando parliamo di LinkedIn parliamo di uno spazio che se utilizzato correttamente da tutti gli utenti è limitato all'ambito professionale, Quindi già solo limitare il nostro intervento, il nostro contributo all'ambito professionale ad alcuni professionisti, e io alzo la mano per prima, rende le cose più semplici. Perché non sto parlando di me stesso, sto parlando di quello che faccio, di come lo faccio e per chi lo faccio. Quindi mi sforzo di essere il più professionale possibile, il più onesto possibile e di fornire il mio contributo alla piattaforma, agli altri utenti, al cliente o all'azienda con cui sto collaborando. Per questo passiamo ad un altro concetto, e cioè fare personal branding significa gestire in maniera strategica la propria immagine professionale, che è esattamente quello che ho detto un attimo fa. quindi facciamo sì personal branding su LinkedIn come imprenditori lo facciamo legato al nostro immaginario professionale non lo stiamo facendo in un ambito differente non stiamo raccontando il nostro tempo libero, le nostre vacanze, la nostra vita privata stiamo circoscrivendo quella che è la nostra attività di divulgazione al singolo ambito professionale Quindi questo percorso, questo videocorso in Academy è proprio destinato a professionisti, imprenditori e manager che mi piace dire ambiscono a trasformare la propria competenza, quindi un dato imprescindibile, la competenza, è necessario essere competenti e preparati nella propria materia, in che cosa? in autorità riconosciuta e capitalizzabile. Quindi fare personal branding e farlo su LinkedIn ci permette di fare che cosa? Di mettere a valore l'esperienza che abbiamo maturato nel corso degli anni oppure anche se gli anni sono pochi siamo magari degli innovatori o indipendentemente dall'età abbiamo testato quel metodo, l'abbiamo fatto per primi o l'abbiamo fatto meglio di altri e ci spendiamo quel tipo di competenza trasformandola in autorit riconosciuta perch dobbiamo portare delle prove non bastano le parole dobbiamo dimostrare con i fatti con i documenti con magari le registrazioni con le pubblicazioni soprattutto le pubblicazioni in qualcosa di rivendibile Rivendibile per chi? Per noi come professionisti e per l'azienda con cui collaboriamo. Mi rivolgo, come dicevo in apertura, a manager e dirigenti, a imprenditori e a professionisti che hanno presumibilmente degli obiettivi diversi. Io ho fatto semplicemente delle ipotesi in questa lista. Potreste riconoscervi oppure potreste avere un tipo di obiettivo diverso secondo un tipo di professionalità differente. Quindi magari ricoprite un altro tipo di ruolo, cioè siete degli imprenditori, ma volete emergere comunque dalla massa. Siete dei manager, ma volete usare la vostra immagine personale per costruire fiducia. Quindi quello che vi racconto è applicabile a diverse categorie, a diversi ruoli, a diversi ambiti e a diversi mercati. Diciamo che queste sono le casistiche più comuni, quindi tendenzialmente chi è al vertice di una struttura imprenditoriale solida ha bisogno di mantenere o di dimostrare una leadership, ma non può imporla. Quindi entra in gioco quella che è la strategia di branding legata appunto a quelle che sono le competenze, le capacità riconosciute. Gli imprenditori vogliono usare la propria immagine personale perché hanno fondato un'azienda e inevitabilmente il loro volto è anche quello che rappresenta quell'immagine. Vogliono farla crescere, vogliono diversificare il mercato, vogliono ampliare quello che è il portfolio dei propri servizi, magari vogliono passare dal B2C al B2B e devono metterci la faccia. Quindi questi sono professionisti a cui ci rivolgiamo in questo corso, oppure professionisti freelance che appartengono magari ad una categoria professionale particolare e competono in una massa, passatemi il termine, molto competitiva appunto, in cui il rischio che cos'è? E' sempre quello di portare al ribasso, perché tanto tu me ne chiedi 100 ma ne trovo un altro che me ne fa per 50. Cioè lo stesso tipo di servizio viene depreciato, viene svuotato del proprio valore, perché? Perché i clienti e le aziende hanno sempre meno budget. Quante volte vi è capitato di sentire che non c'è budget sufficiente. Il rischio, superato da una certa soglia, è che quel servizio perda completamente il proprio valore. Allora, nel momento in cui riceviamo offerte da parte di altri professionisti, altre aziende, veniamo valutati non tanto per quello che siamo in grado di offrire, ma per il prezzo a cui mettiamo il nostro servizio, c'è qualcosa che non va. È molto rischioso. Quindi questo tipo di percorso è proprio orientato a chi è in grado di sostenere una crescita verso l'alto. Non vi sto dicendo che al contrario se non c'è budget questo non è il corso che fa per voi. In questo caso vi suggerisco di posticipare la frequentazione di questo corso al momento in cui ci sarà davvero del budget sostanzioso da dedicare alla crescita professionale di tutte le figure deputate a fare da ambasciatori all'azienda, da investire magari in attività di advertising, da destinare a implementare quelle che sono le risorse umane perché serve qualcuno che crea i contenuti che poi il manager, l'imprenditore, il professionista rilancia. Perché vedrete tra un attimo quali sono le obiezioni più frequenti, una di queste è proprio non ho tempo per creare i contenuti, quindi diverso ancora da quello che dicevamo prima, quindi non voglio, non me la sento, c'è qualcosa che mi dice che il digitale non fa per me, non voglio metterci la faccia, però magari rilascio un'intervista e c'è la mia fotografia su una rivista di settore, va bene lo stesso, ho scritto un libro, va bene lo stesso, c'è la mia foto sul retro di copertina, non me la sento di affrontare il digitale. Allora questa è un'ambizione che poi deve essere superata, intanto stiamo parlando di comunicazione digitale ed è parte integrante ormai da diverso tempo di quella che è una strategia di comunicazione generale diffusa, multicanale, sempre più multicanale. Quindi escludere a priori il digitale perché tanto non funziona nel mio settore, diciamo che è un po' ingenuo perché le piattaforme sono tante, gli spazi sono tanti e magari semplicemente la nostra azienda oppure il nostro ruolo non ci ha ancora portato a fare la riflessione giusta per scegliere la piattaforma giusta. Quindi parliamo di LinkedIn proprio perché è la piattaforma destinata ai professionisti e quindi è la scelta più semplice per un professionista di alto livello che sceglie di divulgare o condividere quelle che sono le proprie competenze, le proprie esperienze ad un pubblico di colleghi oppure di risorse che possono entrare in azienda, di concorrenti che non sono in grado di raggiungere lo stesso livello e soprattutto di potenziare i clienti. che sono interessati, appassionati, che rimangono magari affascinati da quella che è la nostra capacità oratoria e scelgono noi piuttosto che altri. Proprio perché? Perché abbiamo lavorato sulla consapevolezza e sul personal brand del singolo professionista all'interno dell'ecosistema della sua azienda.