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01_Personal branding e LinkedIn per professionisti

Jacopo Matteuzzi 8 Luglio 2026

Trascrizione

Ciao a tutti e benvenuti in Academy. Per parlare di che cosa oggi? Per parlare ancora una volta delle basi di LinkedIn e del personal branding. Perché ci siamo decisi a fare un capitolo ancora dedicato a questi due temi che abbiamo già approfondito così a fondo in tante altre occasioni, perché il momento storico lo richiede, perché il personal branding con l'avvento dell'intelligenza artificiale diventa sempre più distintivo, più come dire definitivo nella scelta di un professionista e di diverse categorie di professionisti, soprattutto appunto in ambito lavorativo e professionale. Quindi parleremo ancora del social network dedicato ai professionisti per definizione, quindi LinkedIn, e daremo anche una spolverata a quelle che sono le basi, le buone pratiche, sia per l'utilizzo di uno strumento social come LinkedIn, sia di quelle che sono le concessioni di base del personal branding. Considerate questo appuntamento come un'introduzione ad un percorso più lungo, che sarà focalizzato e verticale sulle categorie e professionali che dirigono un team, definiscono un'azienda, rappresentano un'azienda. Quindi facciamo una prima introduzione, un po' più rapida, a cui seguiranno dei moduli dedicati e specifici. In particolare considerate questo modulo più breve come una mappa per potervi anche orientare all'interno di quelli che sono i contenuti di Studio Samo Pro. Vi darò qualche link, vi darò qualche riferimento anche all'esterno della piattaforma in modo tale che possiate andare magari a consultare contenuti più vecchi ma che approfondiscono in maniera più verticale quelli che sono temi che toccheremo solo magari marginalmente, ripeto perché sono già presenti in piattaforma. Quindi cominciamo, cominciamo semplicemente con una presentazione. Per chi di voi non mi ha mai vista in video oppure di un evento, io sono Erika Ferrero, sono una consulente e mi occupo appunto di personal branding e di branding aziendale. Ho un'esperienza che supero ormai i dieci anni in questo settore, ho lavorato sia con singoli professionisti che con aziende più o meno grandi. Vi posso dire per esperienza che le tematiche che valgono per aziende un po' più piccole ricorrono anche nella lista di necessità di singoli professionisti, quindi non fatevi grossi scrupoli rispetto alla mia azienda è troppo piccola oppure sono solo un freelance e non solo un amministratore delegato. Perché questo percorso è adatto ed è applicabile a tutte le diverse tipologie di professionisti, indipendentemente dalla nicchia. Affronteremo anche delle domande scomode, quindi quelle che sono le più frequenti obiezioni rispetto alla presenza su un social media, piuttosto che all'utilizzo di una strategia di personal branding o alla scelta di LinkedIn rispetto ad altri social. Quindi l'introduzione semplifica e riassume quello che vi ho raccontato fin qui. Questa è una definizione che trovate proprio all'interno della piattaforma quando andate ad esplorare quelli che sono i contenuti più strategici, più legati alla guida di cui troverete anche un link. Quindi una definizione stessa che la piattaforma LinkedIn si dà è proprio questa, cioè che la strategia di LinkedIn più sottovalutata è proprio quello che faremo oggi, quindi per le aziende formare i propri dipendenti. Perché? Perché i brand personali vincono ancora. Che cosa significa? Significa che, lo vedremo con un esempio pratico, quella che è la rete di contatti di un singolo individuo, quindi di un profilo personale, riuscirà comunque, almeno finché non cambieranno gli algoritmi e quelle che sono le premesse di un social network come LinkedIn, creano un numero di visualizzazioni e di relazioni qualificati superiore a quello che può creare una pagina da sola. anche se utilizza strumenti a pagamento. Questo perché le persone riescono a catalizzare in una strategia di riparto. Questo perché una persona è in grado di catalizzare l'attenzione e la fiducia di altre persone semplicemente per il fatto di essere autorevole, di essere credibile e di mettere la faccia in prima persona. Questo in qualche modo si integra con quella che comunque una strategia aziendale che viene magari concordata definita ma di fatto le persone mettono qualcosa di umano nella loro interazione con le altre persone E quindi LinkedIn più di altri social premia proprio questo tipo di individualità. Quindi vedremo come la rete di un singolo individuo ripaga l'investimento anche di una pagina aziendale che ha la sua strategia e che può essere condivisa con quelli che sono indipendenti. Anzi, è molto più valorizzante condividere delle linee guida che possono essere adottate a tutti i livelli all'interno dell'azienda in modo tale da evitare quelle che sono magari delle crisi di reputazione e che invece contribuiscano ad affermare quella che è la forza di un nome, di un'azienda oppure di un singolo professionista all'interno di una nicchia molto competitiva. Quelli che sono i temi che tratteremo in questo slot breve degli altri riguarda appunto una breve introduzione, quelle che sono le tecniche di base, consigli generali tratti anche appunto da altri percorsi già registrati e presenti in piattaforma e in particolare quello che stavo accennando, quindi il ruolo dei dipendenti come ambasciatori. ambasciatori di che cosa? Del brand aziendale e dell'azienda stessa e che cosa intendo quando parlo di ambasciatori di un'azienda? Mi riferisco a tutti quei dipendenti che hanno non necessariamente un ruolo dirigenziale ma che rappresentano con il proprio volto, con la propria persona l'azienda stessa. Quindi parliamo di tutte quelle figure che partecipano a eventi, ritirano premi, firmano articoli, firmano paper, insomma le persone che in qualche modo il pubblico e gli utenti associano al volto dell'azienda. Quindi capite bene che non necessariamente si tratta sempre solo di un amministratore delegato o di un consigliere o del responsabile delle risorse umane. Ci sono molti livelli all'interno della gerarchia di un'azienda che possono far parte di questo tipo di percorso e di questo tipo di comunicazione. Quindi LinkedIn, caso mai vi fosse sfuggito, questo oggi è il logo della piattaforma. E peraltro, se vi foste mai chiesti perché LinkedIn si chiama così, perché è un gioco di parole in inglese, LinkedIn è una piattaforma nata in America, quindi mette insieme queste due parole, link, collegare a in una preposizione, significa proprio collegato, quindi l'obiettivo di questa piattaforma è proprio quella di creare reti, creare connessioni agli utenti che scelgono di iscriversi alla piattaforma. Una delle obiezioni che mi è capitato di sentire spesso è che LinkedIn serve solo per il curriculum, serve per il curriculum ma serve soprattutto per fare networking. Ora, è un social network gratuito con delle opzioni a pagamento, quindi è importante specificarlo perché l'accesso è comunque gratuito come nella maggior parte dei social. per potenziare quello che è l'accesso a quelli che sono i diversi tipi di servizi, soprattutto per magari la ricerca professionale, la ricerca di un candidato per una posizione aperta, presuppongono un incremento di quello che è un budget destinato ad uno specifico servizio a pagamento. Noi ci limiteremo a quelli che sono i servizi gratuiti di questa piattaforma, quindi tutto quello che sentirete in questo percorso è realizzabile tramite la versione base, la versione gratuita. Vi racconterò comunque quali sono gli altri strumenti, ma non necessariamente dovremo utilizzarli per svolgere il nostro percorso di crescita e di ottimizzazione del profilo. Quindi dicevamo, LinkedIn serve per avere un curriculum online? Certamente, ma ci sono buone pratiche che valorizzano quello che è un semplice curriculum. Quindi vedremo come sfruttare la semplice dicitura legata ad una posizione lavorativa agli obiettivi, ambiti raggiunti e quindi a creare quella fiducia che serve sia all'interno di un'azienda sia all'interno di un percorso professionale magari che cambia nel corso del tempo. i contatti professionali, come vi dicevo, la parte del networking e soprattutto per chi lo utilizza correttamente, mi dispiace ammettere che ci sono periodi come questo in cui LinkedIn viene confuso con quelle che sono altre piattaforme social, quindi vedo contenuti che in qualche modo si allontanano da quello che proprio il focus professionale vedo racconti che riguardano vita privata che riguardano il tempo libero quasi come se il tempo libero fosse sempre solo orientato alla produzione di qualcosa ad un guadagno una situazione strana in qualche modo però questa piattaforma nasce esclusivamente per quello che è l'universo circoscritto di professionisti e aziende che vogliono parlare tra di loro. Ed è proprio questo il modo in cui noi lo utilizzeremo e andremo ad analizzare quelli che sono i punti fondamentali. Un'altra obiezione che mi capita di sentire è che come piattaforma magari non è molto penetrata all'interno di un paese come il nostro, come l'Italia. Bene, la cosa che mi riempie di orgoglio qual è? È che nonostante questa piattaforma social sia nata negli Stati Uniti e sia presente in oltre 200 paesi, come vedete da quelli che sono i numeri disponibili e peraltro linkati da fonte certa al fondo della presentazione, sono concentrati in Italia. Per quanto riguarda la parte europea, perché la maggior parte degli utenti LinkedIn non è sorprendentemente registrata negli Stati Uniti, ma opera sul resto del pianeta. Quindi c'è un tema che viene dibattuto molto spesso anche nell'ambito professionale, vale a dire ciascuno di noi ha un proiettore sempre piantato in faccia. E questa è la realtà, per cui ogni volta che noi scriviamo qualcosa, comunichiamo qualcosa, diventa immediatamente esponenziale, con i limiti naturalmente degli algoritmi. Però che cosa significa? Significa che rispetto a quella che è la portata di un social network professionale come LinkedIn, solo all'interno del mercato europeo l'Italia è la terza community più attiva. Questo è interessante da che punto di vista, al di là di quelli che sono i numeri, se la nostra azienda o la nostra attività professionale ci porta a lavorare sul mercato italiano, sappiamo che 16 milioni di utenti sono registrati solo in Italia, ma se magari il nostro business è legato anche a una multicanalità, un mercato estero oppure un mercato globale, LinkedIn resta comunque la piattaforma migliore da scegliere per creare magari realtà diverse legate a pagine aziendali che parlano lingue diverse, ma all'interno di quello che è il mercato europeo la community è comunque la terza dopo la Francia ai Paesi Bassi. Questi sono dati concreti che servono anche a smuovere qualche ragionamento. Quindi la mia attività è legata solo al territorio italiano oppure collaboro anche con altre nazioni a livello europeo, a livello internazionale. Questa è una delle riflessioni da fare nel momento in cui magari dobbiamo scegliere quali sono i social network da presidiare e scegliamo LinkedIn. L'attività principale è quella che vi ho già descritto, quindi l'obiettivo è quello di fare il networking, collaborare con altri professionisti, trovare altri professionisti magari all'interno della stessa nicchia o creare rapporti professionali con nuove risorse da inserire all'interno di quella che è la nostra azienda. Questo perché, come dicevamo, il ruolo del professionista è centrale e crea una propria community di riferimento. La pagina presenta il brand, la pagina aziendale. Non è obbligatorio per un professionista che ha una partita IVA creare una pagina aziendale. tempo fa, quindi magari rispetto a quelli che sono i contenuti già presenti in piattaforma il consiglio che condividevo era che la pagina aziendale permetteva di analizzare quelli che erano i dati legati alla visualizzazione, all'interazione eccetera resta vero, vale a dire che la pagina aziendale essendo proprio uno strumento di business permette di fare campagne, permette di analizzare a fondo quelli che sono i dati rispetto alle visualizzazioni, alle interazioni dei singoli post ha delle opzioni in più, altrimenti perché creare un prodotto che poi non si differenzia da quello che è un semplice, tra virgolette, profilo personale. La differenza è che oggi, nel momento in cui registriamo questo corso, LinkedIn ha esteso la possibilità di visualizzare l'andamento e le performance di un singolo post anche sul profilo personale. Quindi, come dire, i due livelli non si stanno tanto uniformando, Però sono validabili da diversi punti di vista. Quindi io come singolo professionista posso guardare come è andato il mio post, posso vedere rispetto agli altri che ho pubblicato in un certo arco temporale quali sono quelli che hanno avuto performance migliori, esattamente come potrei fare per la pagina della mia azienda. Qui si tratta sempre di una scelta strategica legata il pi delle volte a quanto tempo ha disposizione da dedicare alla cura di una presenza social E questo perch Perch non necessario essere onnipresenti su tutti i canali social disponibili Va benissimo sperimentare su piattaforme anche diverse, però soprattutto nel percorso che abbiamo dedicato alla definizione delle buyer persona abbiamo discusso su che cosa? Su chi è il nostro interlocutore. Perché? Perché è sulla base di quello che si aspetta l'utente, il nostro cliente finale, che noi dobbiamo creare i contenuti. Questo, come dire, è una sorta di rivoluzione che è subentrata nel momento in cui i social network hanno conquistato uno spazio all'interno del mercato della comunicazione. Quindi il singolo utente, lo vedremo ancora, può orientare, vuole orientare, vuole dire la propria, vuole essere parte attiva di quello che è un processo legato ad un brand a cui è affezionato. Quindi scegliere indipendentemente da quella che è un'opinione, che si percepisce proprio attraverso gli strumenti di analisi di una pagina aziendale o di un profilo personale, ignorando quelle che sono le volontà dei nostri interlocutori è un errore. E' un errore perché? Perché è a quell'utente che noi stiamo offrendo il nostro servizio o il nostro prodotto e quindi è molto importante avere una relazione onesta in modo tale di nuovo da creare fiducia e da scegliere quello che è il canale che l'utente preferisce. La premessa era doverosa, quindi LinkedIn è proprio nato con l'esplicita intenzione di parlare alle aziende e ai professionisti. Quindi se noi siamo un'azienda che opera nel B2B, che parla con altre aziende, se siamo professionisti che si interfacciano con agenzie o viceversa, agenzie che si interfacciano con singoli professionisti, LinkedIn comunque rimane un social network di valore. Ce ne possono essere altri. L'importante è scegliere il proprio tono, creare le proprie buyer persona in funzione di quello che di nuovo l'utente si aspetta. E questo si ottiene naturalmente facendo un audit, facendo una ricerca approfondita e stabilendo insomma quali sono le caratteristiche di questo utente a cui noi ci stiamo rivolgendo attraverso la piattaforma social. LinkedIn offre ai propri utenti strumenti come vi accennavo per l'utilizzo consapevole della piattaforma stessa. C'è una guida in lingua italiana che trovate però in lingua spagnola, in lingua francese, in lingua inglese, a seconda di quello che è il paese da cui vi connettete o per il quale avete bisogno magari di utilizzare la piattaforma. Il link è attivo sulle slide, quindi lo potete semplicemente cliccare. E poi c'è un blog aziendale ufficiale di LinkedIn su quale trovate quelli che sono i macro temi che vi ho indicato, che però invece è solo in lingua inglese. diciamo che la community più estesa e che fornisce più consigli concreti rispetto a quella che può essere l'utilizzo professionale, le scelte, le case history la trovate all'interno di quella che è il blog ufficiale le guide servono per rispondere alle domande più frequenti quindi non so come attivare una campagna, non so come cambiare la foto profilo non mi ricordo come fare a mettere i post in evidenza questi sono contenuti che voi trovate sulla guida ufficiale Se invece volete espandere quella che è la vostra conoscenza, sapete che esistono proposte formative all'interno di LinkedIn stesso, con i sottotitoli è anche facile magari ascoltare quello che è un contenuto creato in una lingua diversa, resterà sempre l'inglese, la lingua madre di LinkedIn. resta il fatto che i contenuti sono comunque fruibili in maniera piuttosto intuitiva da persone di lingua e di livello professionale anche differente quindi non si tratta di una piattaforma che offre informazione gratuita però potete conoscere magari altri professionisti soprattutto internazionali che hanno piacere di condividere delle brevi pillole riferite alla piattaforma e riferite a quella che è l'attività stessa che svolgono all'interno del proprio mercato di riferimento. Se il mercato coincide e così dovrebbe essere, vista la natura stessa della piattaforma e della nostra rete di contatti, provate magari ad ascoltare quelle che sono queste informazioni anche in ambiti un po' più lontani di quello che è il vostro focus in modo tale da avere una competenza più completa, di arricchire quelle che sono le vostre conoscenze attraverso quelli che sono gli strumenti gratuiti che le piattaforme vi mettono a disposizione. Grazie a tutti.

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